Il flusso di sabbia si muove radente la costa in una direzione prevalente.
Lungo tutta la costa tirrenica siciliana il trasporto litoraneo si svolge da Ovest verso Levante per la prevalenza della traversia di Maestrale (NW). Nella cartina è visualizzato lo schema del trasporto solido sul litorale di Capo d'Orlando. Sono evidenti il senso del flusso, i fattori di interferenza e le zone di accumulo.
TAVOLA GRANDE-FOCE DELLO ZAPPULLA. Siamo alla foce del torrente Zapulla, il principale alimentatore della spiaggia di Capo d'Orlando. Sottoflutto alla foce è stato costruito un muro in cemento armato che, agendo da barriera riflettente, impedisce il naturale deposito del materiale proveniente dalla fiumara e quello trasportato lungo costa. LA STRADA DEVIA VERSO IL MARE. Al termine dell'abitato, la Via Trazzera Marina devia il proprio percorso verso la battigia e si sviluppa al di sotto della linea dell'urbanizzazione esistente. Di fatto, s'avvicina pericolosamente al mare. L'AVVICINAMENTO AL MARE. La strada costruita alla fine degli anni '70 è protesa verso il mare ed ha comportato la distruzione delle dune di sabbia. Le conseguenze sono state inevitabili, e gravi: l'azione del moto ondoso ha provocato danni alla carreggiata stradale ed alla sottostante condotta fognaria che, spezzandosi, versa i liquami a mare inquindandolo. L'ONDA SI FRANGE SUL MURO. In condizioni di mare mosso le onde si frangono sul muro. Ne consegue la scomparsa della sottile spiaggia preesistente ed il danneggiamento dell'infrastruttura. LE ONDE SUL MURO. La riflessione delle onde sulla barriera rigida rende il fondale più profondo, limitando drasticamente il trasporto dei sedimenti verso Est. PENNELLI DI "DIFESA". Nel tentativo di contenere l'erosione innescata dalla diminuzione degli apporti del torrente zappulla e successivamente esaltata dal muro riflettente, dal 1996 e' stato un susseguirsi di interventi per tentare di "difendere" la strada; interventi rivelatisi inutili e dannosi, come vedremo con le prossime slide. Soprattutto se si considera che nei pressi della strada non ci sono abitati da difendere, ma un solo fabbricato esistente nella parte iniziale. PENNELLI DI "DIFESA". Queste barriere artificiali, pensate come "difesa" passiva dalle mareggiate, spostano l'erosione nelle zone immediatamente sottoflutto dove peraltro sorgono alcune abitazioni. Difatti, esse esercitano un "effetto trappola" rispetto al flusso di sabbia sottocosta facendola mancare nelle zone limitrofe ad est. ANNO 2004. Notizie di danni. La stampa regionale riporta la notizia di nuovi danni alla strada. L'alternativa piu' semplice e piu' economica alla ricostruzione in sito della strada sarebbe stata quella di spostarla verso monte, allontanandola dal mare. Lo spostamento avrebbe peraltro favorito il ripascimento naturale della spiaggia. Ma questa possibilità non è stata mai presa in considerazione. ANNO 2005. ANCORA DANNI. Nel corso di una mareggiata dell'inverno 2005, un altro tratto di muro di sostegno della strada che porta al depuratore viene "inghiottito" dal mare. IL VECCHIO MURO SCOMPARSO. Nonostante il ripetersi dei danni a carico della strada, della condotta fognaria e delle condutture elettriche, non si prende in considerazione lo spostamento a monte della strada e si dispone la ricostruzione del muro. EFFETTI DANNOSI ANNO 2005. Con una spesa decisamente minore di quella sostenuta in tutti questi anni già nel 2005 si potevano delocalizzare la strada e la condotta fognaria, così facendo si sarebbe evitato il ripetuto inquinamento del mare e si sarebbe rimossa una delle cause conclamate dell'erosione della spiaggia di Capo d'Orlando. ECHI DI STAMPA. Non è difficile prevedere che in condizioni di mare mosso o agitato i danni si ripeteranno, e la stampa ne da' notizia. LETTERA PROTEZIONE CIVILE. Anche la Protezione Civile Nazionale, interessata al caso, fa sapere che e' meglio allontanare le infrastrutture dalla battigia. NOVEMBRE 2008. Ancora danni. Siamo nel Novembre 2008; a seguito di una mareggiata un altro tratto di strada e la condotta fognaria vengono distrutte. FILI ELETTRICI IN ACQUA. Anche cavi elettrici rimangono scoperti. NOVEMBRE 2008. Ancora una volta anche la rete fognaria viene danneggiata ed i liquami versano in mare. IL MURO SI ESTENDE. ANNO 2009. Nonostante l'invito da parte della protezione civile nazionale a delocalizzare l'opera, si insiste nel ricostruire la strada nello stesso posto. In questo caso vengono spesi altri 400.000 euro L'EROSIONE AD OVEST 2011. Siamo alla foce dello Zappulla. Le frecce indicano la presenza di sabbia alla foce e sul litorale di Rocca di Caprileone. In evidenza, in alto a sx, un fabbricato ormai raggiunto dal mare. "I PENNELLI" 2012. Nel frattempo, a peggiorare le condizioni del litorale, a partire dal Novembre 2012, compaiono due pennelli in massi di cava posizionati sulla spiaggia del confinante Comune di Torrenova. NUOVE DIFESE AD OVEST. Le frecce evidenziano i due "pennelli" realizzati, a partire dal novembre 2012, in massi naturali ad ovest del torrente Zappulla, in territorio di Torrenova. La prima conseguenza della loro posa è la scomparsa della sabbia che abbiamo visto nella slide precendente; quindi, il crollo del muro della strada che porta al depuratore di Capo d'Orlando. UN PARTICOLARE. Sotto la lente il muro della strada distrutto. ANNO 2013. ANCORA ALTRI DANNI. Passano pochi mesi dall'ultimo intervento ed il disastro si ripete più avanti, verso Est. Nel 2013, a seguito di nuovi crolli stradali, si destinano altri 900 mila euro per un nuovo intervento di ricostruzione del muro riflettente. Questa volta tra le motivazioni addotte a giustificazione dell'ordinanza sindacale la realizzazione di un'elisuperficie per esigenze di protezione civile, paradossalmente localizzata nel punto a maggiore rischio idrogeologico del territorio comunale. ECHI DI STAMPA. La stampa dà ampio risalto alla condizione disastrosa in cui versa la zona. INTERVENTO TAMPONE ANNO 2014. Operai impegnati a tamponare i danni più gravi ed a ripristinare l'accesso al depuratore. SITUAZIONE AL 2015. SITUAZIONE 2015. Si può notare che la struttura stradale è posizionata ben oltre la linea di battigia. ANNO 2015 Voragine nella sede stradale ANCORA NEL 2015. In evidenza il vecchio muro stradale ormai a contatto col mare e le palancole in ferro che affiorano dall'acqua. ANNO 2015. Alla luce dell'erosione in atto, appare inspiegabile il fatto che in una zona cosi dissestata sia stata realizzata la pista dell'eli-soccorso finanziata dalla Protezione Civile Siciliana. IL DEPURATORE A RISCHIO ANNO 2015.  Nonostante la lunga teoria di interventi urgenti ed i notevoli investimenti economici, il depuratore resta esposto al rischio mareggiate. 2015 L'AVANZATA VERSO IL MARE. Una sorta di diga è protesa verso il mare per mantenere la posizione delle strutture danneggiate. ANNO 2015, NUOVI LAVORI. Per "difendere" l'ultimo tratto di strada ed il depuratore viene iniziata la costruzione di una barriera orizzontale in massi naturali. Altri 500 mila euro saranno spesi per la realizzazione della barriera radente in massi. Giugno 2016. Dopo aver speso, per l'ennesima volta, diversi milioni di euro per rifare la condotta fognaria, ricostruire il muro di contenimento della sede viaria, rifatto il manto d'asfalto, la strada che porta al depuratore è stata riaperta al traffico. Questa foto e quella successiva, ci fanno capire come andrà a finire. Giugno 2016 Dicembre 2021, ancora crolli Dicembre 2021, ancora crolli. Dicembre 2021. Ancora crolli, quelli che abbiamo visto in tutti questi anni. Le ingenti risorse finanziarie impegnate in questo lembo di territorio comunale in questi ultimi trent'anni, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, non sono più sostenibili (se mai lo sono state). Piuttosto che spostare verso monte la strada, si è insistito nel mantenerla lungo una linea addirittura più avanzata di quella delle urbanizzazioni esistenti, accentuando ancora di più l'effetto "riflettente" del muro della strada e di conseguenza innescando l'erosione lungo tutto il litorale di Capo d'Orlando.  Il Muro "riflettente". Questo manufatto è causa scatenante dell'erosione. Infatti, quella piccola quantità di sedimenti che raggiunge la foce dell'adiacente Torrente Zappulla non trova la profondità di spiaggia necessaria a depositarsi. Anche se per particolari condizioni favorevoli il deposito avviene, sarà poi l'azione delle mareggiata esaltata dalla barriera riflettente a far disperdere la sabbia e la ghiaia nei fondali più alti, sottraendola al bilancio sedimentario. FACCIAMO UN PASSO INDIETRO. il 19 giugno 2005 la Provincia Regionale di Messina, Ente committente, consegna all'impresa affidataria i lavori per la ricostruzione di 1 km di spiaggia per una spesa di € 4.070.726,00. Anche questo progetto ha preso spunto dai risultanti del Convegno dell'Aprile 1988 (vedi la sezione documenti). AGOSTO 2006. Vengono realizzati 4 pennelli stabilizzatori, collocati in modo da consentire il passaggio - seppur in quantità limitata - di sabbia e ghiaia proveniente dai torrenti alimentatori posti ad ovest della spiaggia di Capo d'Orlando. Sottoflutto ai pennelli, per effetto del transito al retro della testata indotto dall'onda di grande mareggiata" e, successivamente, venne versata ghiaia di una granulometria piuttosto grossolana. AGOSTO 2006. AGOSTO 2006 Foce del torrente Zappulla, sovrapposizione di due fotogrammi Titolo foto

 
 

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